PARTE I 

C’era una volta il popolo degli ebrei…che in preda alla paura si nasconde nel tempio di Gerusalemme e attende l’arrivo ormai imminente del re di Babilonia Nabucodonosor (per gli amici Nabucco) che dove passa distrugge ogni cosa e fa tutti schiavi.

Meno male che c’è Zaccaria (per gli amici…Zaccaria), guida spirituale del popolo ebraico: “Non temete, Dio è dalla nostra parte” e mostra a tutti Fenena, figlia di Nabucco, catturata e fatta schiava a Gerusalemme.

Irrompe Nabucco nel tempio: “Prostratevi ebrei o faccio un casino!”

Zaccaria: “Col cavolo, vattene tu o ti ammazzo la figlia!”

“No!”, “Sì!”, “No!”, “Sì!”

Colpo di scena, interviene Ismaele, un giovane ebreo (nipote del re di Gerusalemme) innamorato di Fenena (ricordiamolo, figlia del re nemico) che ferma Zaccaria e salva la fanciulla.

Col suo gesto però ha condannato il suo popolo: gli ebrei vengono catturati e resi schiavi dall’esercito di Nabucco.

PARTE II

Nabucco è di nuovo in guerra e durante la sua assenza ha ceduto la corona alla figlia Fenena.

“Figlia, bada tu al regno e agli schiavi fin quando torno”, 

“Ok papi!”. Ok, ma a modo suo! Perché nel mentre si converte all’ebraismo e inizia a liberarli tutti, gli schiavi.

Questo manda su tutte le furie Abigaille, sua sorella, già inviperita perché aveva appena trovato uno scritto che le rivelava di essere in realtà figlia di una schiava.

Ora ce l’ha col mondo intero e l’unica cosa che le interessa è impadronirsi del potere!

(Abigaille):”Sei una traditrice, dammi la corona!” urla alla sorella.

(Fenena): “Sei matta? Me l’ha data papà!”

(Abigaille): “Chissà poi perché a te e non a me? Dammela!”

(Fenena) “È mia e me la tengo!”

Tira e molla, tira e molla finché…arriva Nabucco.

“Datemi la corona! Prostratevi ai miei piedi e d’ora in poi non sarò solo il vostro re ma il vostro Dio”.

Manco ha finito la frase che un fulmine lo colpisce, gli toglie la corona e lo fa diventare pazzo.

PARTE III

Abigaille si è finalmente impossessata della corona e del potere, e siede sul trono tutta contenta.

Arriva Nabucco in camicia da notte e con lo sguardo perso e lei, subito lo costringe a firmare la condanna a morte degli ebrei.

Lui la accontenta ma subito dopo si accorge di aver fatto una cavolata: “Mannaggia, Fenena!”

Eh già, così ha condannato anche sua figlia e, pentito, chiede pietà almeno per lei.

Intanto, sulle sponde dell’Eufrate, gli ebrei prigionieri intonano un canto di nostalgia per la patria perduta, “Va’, pensiero, sull’ali dorate”, ma Zaccaria li scuote un po’: “Cos’è sta lamentela? Siamo diventati femminucce? Abbiate fede in Dio, il nemico sarà annientato e avremo giustizia”.

PARTE IV 

Nabucco è deciso a salvare la figlia Fenena ma è imprigionato. Prova invano ad aprire la porta ma quando si rende conto che è tutto inutile si inginocchia e prega il Dio di Giuda chiedendo perdono. Ed ecco che un manipolo di soldati viene in suo aiuto, gli porge la spada e gli offre il suo aiuto per riconquistare il trono.

Gli ebrei vengono liberati da Nabucco e la perfida Abigaille, sconfitta, si toglie la vita. Appena prima di morire però chiede perdono a Dio e…vissero tutti felici e contenti. 

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